La mia classe è il mio Paese?

film 3Era quasi la mia classe. Se non fosse stato per il fatto che io non vado mai in classe con la ventiquattr’ore, nè nella mia classe ci sono i banchi disposti come a scuola, visto che le lezioni avvengono, quando siamo fortunati, in una biblioteca. E nella mia classe, per dirla tutta, gli alunni non sono così bravi in italiano! Ma son dettagli. Forse sì, forse no.

È anche vero che le mie alunne, tutte donne e tutte arabe, ma non tutte musulmane, non vivono situazioni così di frontiera come i personaggi del film La mia classe di Daniele Gaglianone. L’ho visto, il film, qualche giorno fa al Cecchi Point di Torino grazie all’Associazione Museo Nazionale del Cinema che ne ha programmato la proiezione per una settimana, dal 25 aprile al 1 maggio scorsi. Continua a leggere

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Come un romanzo

«[…] il rituale della lettura, ogni sera, ai piedi del suo letto, quando era piccolo […] avevalettura fiabe qualcosa della preghiera. Quell’improvviso armistizio dopo il frastuono della giornata, […] quel momento di silenzio raccolto che precede le prime parole del racconto, la nostra voce finalmente identica a se stessa, la liturgia degli episodi… Sì, la storia letta ogni sera assolveva la più bella funzione della preghiera, la più disinteressata, la meno speculativa, e che concerne solamente gli uomini: il perdono delle offese. […] era […] un ritorno all’unico paradiso che valga: l’intimità. Senza saperlo scoprivamo una delle funzioni essenziali del racconto e più in generale dell’arte, che è quella di imporre una tregua alla lotta degli uomini. L’amore ne usciva rinato. Era gratis.

romanzo[…] Rileggere non è ripetersi, ma dare una prova sempre nuova di un amore instancabile.

[…] a quale dei miei impegni rubare quest’ora di lettura quotidiana? Agli amici? Alla tivù? Agli spostamenti? Alle serate in famiglia? Ai compiti? Dove trovare il tempo per leggere? […] Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d’altronde, o il tempo per amare). […] Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.

I diritti imprescrittibili del lettore:

1) il diritto di non leggere.

2) il diritto di saltare le pagine.

3) il diritto di non finire un libro.

4) il diritto di rileggere.

5) il diritto di leggere qualsiasi cosa.

6) il diritto al bovarismo.

7) il diritto di leggere ovunque.

8) il diritto di spizzicare.

9) il diritto di leggere a voce alta.

10) il diritto di tacere.

Come un romanzo, Daniel Pennac, Feltrinelli, 2000.

Ho letto i 10 diritti del lettore ad un ragazzino a cui dò ripetizioni, in biblioteca, perchècome romanzo credo che ogni persona, in particolare un ragazzo, debba prendere coscienza dei suoi diritti di lettore, soprattutto di fronte ad una mole di libri come quella che rischia di caderti sulle spalle girando tra gli scaffali di una biblioteca. Il ragazzo, mentre leggevo, mi guardava con una faccia stupita, come per dire “ma cosa c’entra tutto questo con me?”, ma sono sicura che qualche pensiero, o anche solo qualche parola gli sia rimasta dentro, e forse col tempo qualche paura comincerà ad allontanarsi e la sua sensibilità di lettore verrà fuori.

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Torino-Envìe e ritorno

DSCN3345Terra!! Sbarco dei 4 a Savigliano…, dice la voce nell’altoparlante. E i 4 impavidi si incamminano  attraversando la banchina dalla striscia gialla e arrampicandosi giù per le scale fino a varcare la soglia che indica l’entrata nella città. E gli applausi di benvenuto cadono scroscianti su di loro fino a frastornarli, dimentichi quasi del fine che li aveva condotti fin lì, dopo lungo viaggio. Continua a leggere

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Vi presento Mimì

No, non è il ricordo di Mimì, Mia Martini, non sarei in grado di scriverne. Mimì è il mio alter ego, di nome e di fatto. Nel senso che Mimì, almeno per chi è terrone, è un simpatico ed elegante diminuitivo di Domenico/a, che sarebbe il mio nome reale. Siccome però tutti, a partire da mia madre che fu la prima, mi chiamano Nica, ho pensato che sarebbe stato giusto battezzare la mia bici col nome di Mimì. Lei, in questo momento della mia vita, è il mio alter ego, una sorta di specchio delle mie brame, per dirla alla maniera della strega cattiva di Biancaneve. Continua a leggere

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Frida, la combattente

Ho fatto una promessa a me stessa e spero di mantenerla. Il blog periodicamente ospiterà la biografia o poco più di una personalità femminile, che si è distinta per meriti vari. Per volontà, non per fortuna.

Volevo inaugurare questo nuovo percorso pubblicando questa prima storia nella Giornata della donna. Come al solito, gli impegni decidono le scadenze sempre al mio posto. Perciò, con qualche giorno di ritardo appare Frida Malan, che ho incontrato quasi per caso nel mio percorso letterario, e alla quale mi sono particolarmente appassionata. 

Esprimo solo il mio punto di vista e accetto ben volentieri commenti e suggerimenti per allargare lo spazio. Mi piacerebbe che diventasse partecipato. 

«Quando sono stata eletta questa fu la mia presentazione: “Frida Malan, partigiana combattente, consigliera comunale dal ’60 al ’75, assessore della città di Torino per l’igiene e la sanità dal ’66 al ’72, e poi al patrimonio e lavori pubblici dal ’73 al ’75, da sempre attiva nelle associazioni femminili”». In tal modo si presentava. E aggiungo che fu anche prima Presidente effettiva della Commissione regionale piemontese delle Pari Opportunità nell’ ’88-’89. Continua a leggere

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Social Trekking di Torino: aperte le iscrizioni. Saperepopolare fra i media partner.

Prenotatevi per il Social Trekking 2014 a Torino il 5 e 6 aprile prossimi! Ci sarà anche Saperepopolare, che vi guiderà a seguire tutte le iniziative in programma!

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La “Zena” in bicicletta

DSCN3311“Zena”. Ho scoperto che così i genovesi chiamano la loro città “marinara”. Percorrere le stradine di Genova su due ruote senza motore è davvero la dimostrazione di un amore viscerale e sconfinato per la bicicletta e per la curiosità di conoscere. Soprattutto se le salite si affrontano con una bici non dotata di cambio. Di salite Genova ne ha tante, e non sono proprio dei falsi piani. Non la conoscevo, e certamente non ho potuto assaporarla in tutta la sua bellezza attraversandola domenica scorsa in bici; però, come ogni tour che si rispetti, l’ho scoperta in compagnia di un simpatico gruppetto di genovesi doc, e con un pò di sudore accumulato in circa tre ore pedalate. Continua a leggere

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Milonga triste, ovvero una storia d’amore

plaza de mayo«Le madri e le nonne […] sono la coscienza di questo Paese, i loro fazzoletti bianchi ricordano continuamente i crimini dei militari […]. E poi sono donne, hanno avuto il coraggio di sfidare il machismo della dittatura… e dell’Argentina di oggi. […] Si discute sulla questione dei bambini rapiti: alcuni sostengono che poco importa se sono vissuti con chi assassinò materialmente i loro genitori… […]. Ogni essere umano ha diritto alla propria identità: questo è il senso della lotta delle Nonne. Ai figli dei desaparecidos, oltre all’identità, è stata falsificata la memoria della propria famiglia […]». Continua a leggere

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Minima pedalia a modo mio

bici«La mia bici ha cominciato a modificarsi sotto la dettatura dell’esigenza: luci da albero di natale, nastri di velcro per legare attrezzi, pezzi di bambù per evitare che le borse finiscano nei raggi, materiali rifrangenti, elastici, bigliettini appiccicati al fanale con la sequenza dei paesi da attraversare. Continua a leggere

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Trecchina secondo Serra

trecchina«Ma il meglio è venuto dopo, quando si è trattato, sempre tramite azienda di soggiorno, di portarsi in quota, località Trecchina, per trovare da dormire. Montagna seria, con tanto di conifere e di vacche che attraversano la strada, e nei boschi un’aria da ovoli e porcini. Continua a leggere

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